La percezione del colore

Quale tonalità scegliere? la percezione del colore

La percezione del colore è un aspetto molto importante e va tenuto sempre in considerazione. Ogni colore esprime un sentimento ben preciso ed è, nel bene o nel male, in grado di influenzare le nostre giornate; è buona abitudine fare molta attenzione e scegliere con cura la giusta tonalità, soprattutto per i muri di casa.

Ipotizziamo che abbiate voglia di ritinteggiare la vostra casa, e che siate alla ricerca di un imbianchino a Milano che vi stenda sulla parete della camera da letto una bella mano di rosso. Di rosso? Si, perché siete dei tipi che traboccano di operatività, energia vitale, dominio, desiderio. Tanto di cappello, ma vedrete che pure l'imbianchino vi sconsiglierà di adottare il succitato colore per la stanza dove di regola dovreste dormire. Il rosso è una tonalità trascinante, che evoca il bisogno di agire e, visto che ogni colore esprime uno stato d'animo ed influenza la nostra vita, probabilmente un esperto che poco poco ne conosca il significato, vi suggerirà di optare per altro.

Ad esempio, potrebbe raccomandarvi il blu (altro colore primario, come il rosso) che evoca la notte, la passività, la quiete: è la nuance della mediazione, della pace e della tranquillità, e chi lo preferisce desidera situazioni serene, armonia e profondità nelle relazioni umane.

Se poi l'imbiancatura dovesse riguardare la cucina, il professionista potrebbe consigliarvi il marrone (colore secondario, derivato dall'unione di giallo, rosso e blu), che si connette alla madre terra, e rappresenta le radici, il focolare, un certo tipo di sicurezza: insomma, una tonalità che si sposa benissimo col cibo (non solo propriamente detto, ma intenso anche in senso psicologico: ciò che alimenta, e che da appunto rassicurazioni).

Per lo studio o l'ufficio di casa l'imbianchino potrebbe farvi scegliere tra il giallo, che rappresenta la spontaneità, la lucidità di coscienza, l'ambizione, la curiosità verso il nuovo (è quindi adatto a tutti coloro che aspirano a qualcosa e desiderano liberarsi dai limiti, ed è osteggiato invece da quanti hanno paura della critica e sono sostanzialmente insicuri); e il verde, che simboleggia invece la natura, la vitalità, la speranza ed evoca il bisogno di autostima e di autoaffermazione (quale luogo migliore quindi di quello in cui si lavora?). Tuttavia, potrebbe andare bene pure il viola, colore dell'ambivalenza del fascino, della suggestione, della simbiosi, dell'identificazione, anche se molto dipende dalla tonalità: quella viola-indaco (con prevalenza di rosso) è ancora carica di bruciante energia, di sofferenza, mentre quella viola-lilla (carica di chiaro) si avvia a essere il colore dell'equilibrio, dell'autorealizzazione. Per cui, se in casa vi ricavaste un angolino per la meditazione, potreste propendere per quest'ultima nuance.

E se il buon imbianchino in quel di Milano fosse invece un estremista e vi proponesse di applicare il nero alle pareti, voi accettereste? Ricordate che si tratta del colore della distruzione, della catastrofe, dell'intransigenza, dell'intolleranza, e chi più ne ha più ne metta!

"Troppo estremo" penserete "meglio il grigio". Ma che?! Si tratta del colore del disinteresse, del rifiuto di tutto ciò che è eccitante: nella sua preferenza si cela il bisogno di difendersi, di rifugiarsi nell'anonimato.

Diciamocelo: se l'imbianchino non vi fa anche da consulente designer e da psicoterapeuta (!) scegliere il colore adatto ai muri di casa vostra sarà un'impresa...

"Meglio il bianco" starete rimuginando. Ma lo sapete che esso rappresenta la libertà, la perfezione, l'ascesi? Che è il colore della trasparenza, dell'illuminazione, della purezza, della nuova vita? E immaginavate che lo predilige chi ha voglia di libertà, di scioltezza, di leggerezza, e lo rifiuta chi nutre ansia nei confronti delle decisioni e della responsabilità? Insomma, lungi dall'essere un colore "easy", pure il bianco può mettere in soggezione chi si trova a dover scegliere. Come avrete capito la percezione del colore ricopre un ruolo molto importante nella scelta della giusta tinta. Meno male che basta una latta e un colpo di pennello per cambiare la situazione. Ancora meglio se la tinteggiatura non tocca a noi, ma al nostro fidato imbianchino di quel di Milano!!!

Pina Russo

Approfondimenti sul tema: Colore, colori primari e secondari, teoria del colore.

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